logo Robintur Travel Group

Occhi sul Mondo - Febbraio 2014

In questo numero…

Tra tradizione progresso

Quando si decide di fare un viaggio dovremmo essere convinti di far precedere questa scelta da una documentata analisi culturale della destinazione. Ogni luogo ha una sua specifica peculiarità che lo distingue e caratterizza. Ignorare la storia, il culto religioso, le abitudini della meta prescelta riduce il viaggio ad una semplice divagazione che giudicheremo confrontandolo con i nostri gusti alimentari o conoscenze culturali, buono o cattivo senza nessuna indulgenza. Quando andiamo in un altro paese dobbiamo invece capire la sua cultura e rispettarla. Questo comandamento è obbligatorio, specialmente per chi decide di “avventurarsi” in Giappone. “Nella fisionomia delle città giapponesi vi è molto di occidentale: banche, supermercati, alberghi per stranieri e redazioni dei giornali sono installati in edifici di stile americano, ma cassieri, commessi, giornalai e giornalisti vivono nelle loro casette di legno, dalle porte scorrevoli e non hanno nessuna intenzione di trasferirsi nei grattacieli. Le loro case sembrano dei giocattoli. La storia del Giappone somiglia a quella di un fiume: ora chiuse che lo sbarrano, ora correnti rapide che scorrono veloci e dritte fino alla cascata.”1 Per la nostra mentalità eurocentrica la vita del giapponese appare stonata, contraddittoria e forzata. È una valutazione frettolosa. Il giapponese ama appassionatamente la natura, l’icona del sacromonte Fuji-sam, con la sua cima perennemente innevata, è onnipresente nelle case durante la stagione dei ciliegi in fiore. Sono gentili, s’inchinano cerimoniosamente fino di quarantacinque gradi e non dimostrano alcuna fretta di tornare alla posizione eretta. La cerimonia del tè mantiene la sua complessa ritualità, “s’identifica con le riunioni di amici, con la concentrazione interiore, con l’agio a riflettere.”2 Dopo avere superato la caotica e affollatissima gita in metropolitana all’ora di punta, la cerimonia del tè è un’esperienza rilassante e serena. Il giapponese a casa è diverso, ordinato, pulito, disteso, accogliente verso gli ospiti. Il suo patrimonio culturale è un sedimento, un deposito di credenze e valori che hanno radici secolari. Visitate, liberi da pregiudizi culturali Tokio, la splendida Kyoto, Osaka e infine immergetevi e camminate per una giornata, in silenzio, soli, per le strade di Hiroshima. Un milione e mezzo di turisti, di cui novantamila stranieri, vengono ogni anno in questa modernissima città e può apparire che abbiano dimenticato quel giorno.

Ma il caporedattore del giornale locale Chugoko Shimun dice che: “È solo in superficie che questa città sembra come le altre, all’ombra di questi splendidi palazzi l’orrore di quel giorno continua ancora oggi, è nascosto dappertutto”.

Visitare il Giappone può diventare un’esperienza dolce ed educativa, ma se decidete di andare, e mi auguro che lo farete, perché è un incontro con la storia antica e moderna, ricordate, però, che il paese appare rosato e gentile ma anche caotico e irritante.

In ogni caso non mancate l’incontro.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente e la qualità dei servizi. Continuando la navigazione autorizzi le nostre modalità d'uso dei cookie.