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La mia India

henna 691901 1280Il diario di viaggio di Emanuela, viaggiatrice e scrittrice appassionata

L'India, cosa è se non un paroliere di testi solo all'apparenza incomprensibili? Segni, lettere. ideogrammi che si susseguono in un labirinto di sguardi, colori, forme definendone la vita. La Grande Bellezza di una folla sbigottita, la stessa di sventolare vincente il biglietto della metro alla stazione di Kashmere Gate a Nuova Delhi. Ogni cosa ha il sapore di conquista. 

L'India è così: odio e amore. Odio, lo stupro di rumori e odori; amore per quel dialogo inaspettato e saporito che condividi con uno sconosciuto sull'autobus, tra un sobbalzo rumoroso e l'altro che mi ricordano di non sedermi dopo la fila 26!

L'India sono i bambini che bussano al finestrino del mini bus che da Derhadun ti porta alla tanto celebre Rishikesh, elemosinando qualche rupia. I bambini sono quegli esseri silenti che, come adulti taciturni seduti sulle ginocchia di altri adulti estranei, percorrono Km sugli affollati mezzi pubblici. Poi ci sono i bambini dei ricchi che paffuti ordinano inconsapevoli un'altra Coca Cola, e ancora, Sharma, il tuo cognome bambino, un ciuffetto spunta nel retro della tua testa rasata a riconoscimento dell'alta casta a cui appartieni: futuro bramino, prossimo seduto in onore di Siva.

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Le donne, chi sono le donne? La femminilità tipica di quei paesi in cui le stoffe degli abiti cadono come drappi alle pareti fin giù lungo le caviglie dei loro corpi. Una femminilità che qui in occidente non s'incontra. Donne che cucinano e mungono mucche, nuore che diventano serve di altre donne. Donne madri, zappatrici e muratori con indosso i loro saree colorati in acrilico. Un velo sulla testa per coprire lo scatto di una foto. Donne lavoratrici dal corpo ornato da gioielli bagnati nell'oro. Donne ricche, donne benefattrici di altre donne, donne nulla facenti che trascorrono ore a muovere il corpo secondo il thai chi. Donne grasse, suocere imponenti. Donne giovani, laureate, ingegneri e medici. Donne contro corrente che viaggiano sole dentro la loro casa. 

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Gli anziani, rugosi, magri, saggi, forse avranno solo 50 anni e paiono tutti averne 30 di più. Dove sta dunque la solennità del tempo? 

Ed infine loro, gli uomini... lavoratori stanchi, instancabili, omini magri dalla pelle morbida e glabra. Gentiluomini. Uomini nelle strade, nei templi, sulle spiagge. Uomini sull'autobus, nei negozi, per le strade. Uomini ovunque.

Questa, la mia India.

- Emanuela -

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